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Sharm el Sheik: parchi naturali, canyon nel deserto e barriera corallina

Fare un viaggio a Sharm el Sheik significa innanzitutto darsi la preziosa possibilità di scoprire un mondo subacqueo fatto di colori, pesci, coralli e flora davvero incredibili. Ma non solo. Nonostante si tratti di una meta turistica e spesso inflazionata, può essere un ottimo punto di partenza per partire alla scoperta dell’Egitto più autentico, quello che si studia fin dai primi anni di scuola e le cui immagini iconiche sono protagoniste di documentari e produzioni televisive di ogni parte del mondo.

Atterrare in questa Las Vegas del Sinai, protetta da maestose montagne ed affacciata sul Mar Rosso e sul golfo di Aqaba, permettere di notare subito la vicinanza con il deserto. Lo conferma anche il clima: la pioggia è praticamente un miraggio anche d’inverno, ed in estate si boccheggia nonostante il vento. Scegliere un mese “mite”, quindi, è una saggia decisione per vivere al meglio il soggiorno in Egitto.

Lo sviluppo urbanistico di Sharm comincia negli anni 80, durante l’occupazione israeliana, e prosegue dopo il ritorno sotto il controllo egiziano, trasformando un piccolo villaggio di pescatori in una delle destinazioni balneari più amate, grazie alla sua barriera corallina ed alle 1.200 specie di pesci che la popolano. In questo paradiso per gli amanti delle immersioni e dello snorkeling, l’acqua ha una temperatura mite tutto l’anno ed è limpida abbastanza da garantire una visibilità eccezionale fino a 30 metri di profondità.

I resort hanno spesso accessi privati alla barriera corallina, quasi sempre attraverso comodi pontili, ma vale la pena spostarsi dove la natura ha subito meno gli effetti di urbanizzazione ed umanizzazione. A cominciare dal Parco Nazionale di Ras Mohamed, il più grande ed antico d’Egitto (inaugurato nel 1983, copre una superficie di oltre 480 km² e si sviluppa all’estremità meridionale della penisola del Sinai). Ospita 220 specie di coralli, più di 1000 specie di pesci, tartarughe marine, 40 specie di uccelli, rettili e mammiferi in un’incredibile varietà di habitat (deserti, praterie e foreste di acacia). Durante una classica escursione al parco, attraverserete zone di sabbie mobili e mangrovie, dove grandi granchi blu (i cosiddetti “violinisti” per la forma delle chele) fanno capolino tra le foglie. Potrete poi immergervi in un enorme lago salato dai colori cangianti, dove la leggenda locale vuole che il lancio di una conchiglia faccia sì che il sogno espresso si avveri al più presto. La stessa escursione vi permetterà anche di attraversare la solenne Porta di Allah, costruita per celebrare l’armistizio tra Egiziani e Israeliani. Quelli che ad un occhio disattento possono sembrare solo monoliti in cemento, in realtà rappresentano la scritta “Allah” in arabo (da destra a sinistra) e in ebraico (da sinistra a destra), simboleggiando unione, dialogo e spiritualità nel deserto.

Altra escursione da non perdere, quella al Blue Hole ed alla cittadina di Dahab. Dodici km a nord da Sharm, dopo un lungo percorso tra le dune del deserto, arriverete in uno dei punti per immersioni e snorkeling più impressionati del Sinai: una grande dolina sottomarina, larga 150 m e profonda 110 m, spesso battuta da correnti e venti (e per questo molto amata anche dai surfisti). Maschera e pinne, muta e boccaglio, basterà rivolgere lo sguardo alla parete del reef per scoprire una vita di flora e fauna coloratissime, che può riservare ai più fortunati la sorpresa di intravedere murene, tartarughe, barracuda e mante.

Durante la giornata potrete provare a salire su un cammello ed a camminare sul suo dorso lungo la costa, ammirare dall’alto il blu scuro delle profondità del Blue Hole, seduti sui tappeti di uno dei tanti ristoranti egiziani sul mare, arrampicarvi in un canyon dalle sfumature dorate (dahab significa proprio oro), visitare un accampamento beduino, dove i nomadi del deserto vivono da generazioni, preservando gelosamente le proprie tradizioni. Non mancheranno momenti da dedicare allo shopping: fragranze naturali, pietre dure, oggetti in legno e tanto altro ancora. Per tutte queste escursioni, ma anche per numerose altre, ci si può rivolgere alla reception della propria struttura alberghiera (comodo, seppur costoso) oppure contattare direttamente l’agenzia Matteo Porto, operativa dal 2009 e specializzata nel mercato italiano (matteoportotoursegitto.it). I suoi tour, con guide esperte ed affidabili, sono perfette per trasformare una vacanza in un viaggio di conoscenza.

I NOSTRI POSTI DEL CUORE – A Sharm c’è una vasta scelta di resort internazionali, tra questi alcuni a gestione italiana. Il nostro preferito è il Veraclub Sharm, direttamente sul mare, con due pontili che consentono di accedere comodamente ad una barriera ricca di pesci e coralli che regge il confronto con quelle più celebri dei parchi naturali. Due piscine (di cui una riscaldata),  grande attenzione alla gastronomia con ottimo ristorante a buffet con chef italiano, ristorante à la carte libanese, pizzeria, bar, e cura meticolosa dei tanti spazi verdi e degli spazi comuni. Una garanzia.

Per assistere ad un tramonto indimenticabile, andate al famoso Farsha Mountain Lounge. Nato nel 2010 come una casa da tè in stile beduino, è diventato ben presto un luogo iconico, visitato al tramonto da migliaia di persone che qui si ritrovano per ascoltare musica e sorseggiare un drink. Il nome Farsha (“farfalla” in arabo) richiama da una parte la qualità eterea del caffè e dall’altra il modo in cui le lounge, i salottini, le tende, le lanterne si posano delicatamente sulle scogliere a picco, offrendo una vista mozzafiato sui suggestivi tramonti di Sharm. Da non perdere.

Foto Victor Liotine

Testo Maristella Mantuano

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