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Non tutti lo conoscono: viaggio nell’incontaminato lago d’Idro

Al confine tra Lombardia e Trentino, nella valle del Chiese, c’è il lago d’Idro, di origine glaciale, 368 mt sul livello del mare, uno tra i meno conosciuti laghi del nord Italia. Inspiegabilmente, perché riserva panorami spettacolari e spunti interessanti per il turismo attivo (MTB, trekking, canoa, wind e kite surf, etc) e per chi cerca il relax.

Al contrario dei vicini e più famosi laghi d’Iseo e Garda, non può essere percorso per tutto il suo perimetro in auto: sulla sponda orientale, la strada che parte da Idro termina 5 km dopo, e prosegue solo con un piccolo sentiero fino a Baitoni. Anche per questo, il modo migliore per visitarlo è, in estate, il battello Idra, che parte da Lemprato e ferma a Crone, Vantone, Anfo, Vesta, Ponte Caffaro e Baitoni. Il giro del lago dura un paio d’ore e si può scendere e salire liberamente ad ogni fermata, anche con biciclette ed animali. Il costo è di 7 euro per il giro completo e di 4 per tratta parziale. Il biglietto è inoltre incluso nei circuiti Guest Card Trentino, IVOP e IVOL. Lo spettacolo del lago visto dall’acqua e l’opportunità di scoprirne anche gli attracchi più lontani, rende le minicrociere un’attrazione da non perdere.

Cercate di prenderlo al mattino di buonora. Di spunti interessanti, cose da vedere a da fare, ce ne sono in quasi tutte le fermate. Cominciamo da Anfo, sulla sponda occidentale. Dal porticciolo potrete raggiungere con una passeggiata di un quarto d’ora, la splendida Rocca dove l’ufficio del turismo della Valle Sabbia, organizza visite guidate. Questo sistema di fortificazioni militari, visibile proprio dal lago in tutta la sua interezza, occupa una superficie di circa 50 ettari e fu costruito nel XV secolo dalla Repubblica di Venezia e notevolmente ampliato in epoca Napoleonica. Caserme, Polveriere, Batterie militari sono collegate tra loro da camminamenti, scalinate e percorsi ipogei che portano il visitatore a ripercorrere i principali fatti storici italiani dalla Repubblica di Venezia fino ai giorni nostri. Due i percorsi guidati disponibili, per entrambi i quali bisogna essere sufficientemente allenati, considerate le ripide salite e le lunghe scalinate. L’itinerario “Dalla Serenissima al Regno d’Italia” porta alla scoperta della batteria Veneta e delle sue mura. Il “Percorso Napoleonico”, invece, in tre ore e mezza, conduce fino al celebre Osservatorio, la parte più alta della fortezza, oltre che nei sotterranei. Un pezzo di storia unico sia nel panorama lombardo, che italiano in genere.

Ad Anfo ci sono anche alcuni dei migliori campeggi del lago d’Idro. Noi ci siamo fermati al Camping Pilù, che deve il suo nome al modo in cui in dialetto venivano chiamati i “piloni” dell’attracco delle barche. Ce lo ha spiegato il signor Anselmo che fondò il camping con sua moglie Inge, nel lontano 1959: un pioniere della zona, e non solo. Adesso la gestione, cordiale e familiare, è affidata ai figli Daniel e Claudia. Direttamente sul lago, a pochi metri dalla riva, il Camping Pilù offre parco giochi, due piscine, market, servizi nuovi ed un bar ristorante dove in alta stagione si organizzano anche serate con musica. Le piazzole per chi viaggia in camper, caravan o tenda sono ampie e prevalentemente ombreggiate. Comodi anche mansarda, bungalow ed appartamenti, dislocati sia all’interno del campeggio che all’esterno, immersi in giardini alberati. Un indirizzo davvero valido.

Sempre con il battello, vi consigliamo una fermata a Crone, centro ben fornito di negozi e servizi. Il mercoledì c’è anche un mercato di prodotti tipici enogastronomici e di artigianato, oltre a quello nei weekend di agosto dedicato al vintage. Il borgo è tra i più antichi del lago d’Idro, e le semplici costruzioni del centro storico si caratterizzano per le ‘ere’, i cortili, identificati con il nome delle famiglie a cui appartengono. Venivano qui lavorati il pescato ed i prodotti agricoli, conservati poi nelle cantine (‘caneve’). Il centro abitato si è sviluppato intorno alla chiesa di San Rocco ed alla piazza principale. Il molo di attracco è invece a ridosso di un parchetto. Proprio come il bel giardino del ristorante Marilyn drink & food, da dove ammirare, immersi nel verde ed a lume di candela, suggestivi tramonti, con davanti una birra artigianale fresca, a due passi dal lago (che visto da qui ci ha ricordato un fiordo norvegese). La pizza è davvero squisita: merito del pizzaiolo napoletano, ma anche di prodotti di ottima qualità. Noi abbiamo provato quella con friarielli e salsiccia fresca, accompagnata da una birra artigianale e, per concludere in bellezza, il dessert del giorno fatto dalla padrona di casa.

Con il battello siamo arrivati poi, dall’altro capo del lago, sulla sponda nord: a Ponte Caffaro. Si combatté qui il 25 giugno 1866, l’omonima battaglia tra le forze garibaldine e austriache. Lo specchio di acqua dinanzi al porticciolo è utilizzato dagli appassionati di wind surf e kite surf (complice il vento sostenuto). Intorno, spiaggia libera con ghiaia e prato alberato con barbecue in pietra, panche, tavoli ed un chiosco dove spesso organizzano concerti ed eventi.

Da qui, raggiungete a piedi la vicina Baitoni, frazione di Bondone, unico comune trentino del lago d’Idro. Potrete visitare il biotopo costituito da stagni, paludi e torbiere, dove vivono piante e animali minacciati da estinzione. In pratica, ciò che resta della vasta zona umida che un tempo occupava la parte settentrionale del lago, in gran parte bonificata a partire dal 1848.
Un sentiero ciclo-pedonale permette di vedere da vicino numerosi uccelli acquatici e migratori, tra cui germani reali, gabbiani, aironi cenerini, martin pescatori, upupa, rondini ed usignoli di fiume. Perché il lago d’Idro, oltre ad essere meno conosciuto rispetto ai vicini più noti, è anche il più incontaminato.

Testi  Maristella Mantuano

Foto  V. Liotine

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