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Rotondini contro Cervini: storie di mondana
rivalità sulla spiagge incantate della Sardegna

Anche nel mondo incantato della Costa Smeralda, punta estrema a Nord Est della Sardegna, esistono le rivalità tipiche del continente. E’ il caso, ad esempio, di quella tra “cervini” e “rotondini”, cioè tra coloro che abitano, villeggiano o semplicemente preferiscono Porto Cervo e quelli che invece “tifano” Porto Rotondo. Anche se tecnicamente quest’ultima non fa parte della Costa Smeralda, ne costituisce inevitabilmente il lussuoso portone di ingresso. Sotto l’egida della famiglia Molinas, proprietaria del famoso Yatching Club da 800 posti barca e di due alberghi storici 4 e 5 stelle, Porto Rotondo deve la sua fondazione ad un banchiere inglese ed a un gruppo di imprenditori veneziani. Proprio per questo la sua architettura ricalca la struttura di Venezia: la piazza principale si chiama San Marco, un’altra più raccolta e circondata da negozi e bar Piazza Casbah ed il centro affacciato sulla Marina è un tripudio di ponticelli in legno e canali navigabili, sui quali si affacciano aiuole di buganvillee e terrazzi fioriti. Tra le cale più famose, dove si riversano in estate anche gli abitanti di Olbia, di cui Porto Rotondo è frazione, spiaggia Ira (in onore di Ira von Fürstenberg), Punta Volpe e Spiaggia del Sassi. Hanno scelto la sobria eleganza di Porto Rotondo per le proprie residenze estive, piuttosto che l’affettata mondanità di Porto Cervo, anche Silvio Berlusconi (che a Punta Lada ha fatto costruire Villa Certosa), Gigi D'Alessio, Marta Marzotto e Gerry Scotti. Giusto per fare qualche esempio.

Porto Rotondo è anche un ottimo punto di partenza per escursioni alla scoperta dell’arcipelago de La Maddalena. Affidatevi alla società Babitours la cui motonave Matilda salpa da una spiaggia decentrata nelle vicinanze di un comodo parcheggio gratuito (particolare non ininfluente, considerato il rapporto durata escursione/costo orario della sosta). Attraccherete sull’Isola di Budelli per un bagno sulla Spiaggia del Cavaliere, ampia insenatura di sabbia bianchissima e acqua cristallina, non lontano dalla nota spiaggia rosa, interdetta ai turisti, ma non al guardiano Mauro che ci abita tutto l’anno. Durante la navigazione, a raccontarvi in pillole storie e leggende dei posti costeggiati, l’esperta guida Andrea: dall’isola di Mortorio, così chiamata perché qui si portavano gli animali in quarantena a trascorrere gli ultimi giorni di vita, alla spiaggia Rena Bianca, dove comincia la Costa Smeralda, ed alla spiaggia del Principe, ribattezzata così perché la preferita da Aga Khan. La seconda sosta sarà, invece, a Spargi dove una caletta circondata da brulle colline riserva un mare da colori cangianti ed ammalianti, gli stessi che convinsero la principessa Soraya di Persia a costruirvi una residenza estiva. Le autorità locali glielo impedirono: sarà anche per questo che è da sempre definita la “principessa triste”? Prima di rientrare alla base, passeggiata con granita o gelato nel Settecentesco centro pedonale dell’isola de La Maddalena. Se invece dell’artigianato preferite portare in ricordo un sapore autentico, fermatevi al negozio di alimentari più antico dell’isola (uno dei sei negozi storici locali): Miro (via Italia 10), gestito da cinque generazioni della famiglia Battaglia. Fondato nel 1891 dal trisnonno Biagio, è ora nelle mani di Ernesto e di suo figlio Alessandro, che, pur studiando Viticoltura ed Enologia a Pisa, appena sbarca sull’isola si mette dietro il bancone senza nemmeno passare da casa. Cento etichette di vino, prosciutti crudi affettati con maestria, bottarga, oli, marmellate e sottaceti: c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Se siete pronti a sfidare il caldo o volete approfittare di una mattinata nuvolosa, ogni giovedì, nel caratteristico centro di San Pantaleo, vasto assortimento e prezzi da mercatino sardo (quindi non propriamente economici) di artigianato, bijioux, abbigliamento, oggetti vintage. Tutto rigorosamente chic ed in tema marino e corallino. Perfetto anche per dare un tocco d’estate e di Sardegna alla casa di città o per mettere a dura prova la resistenza allo shopping del partner.

Una volta tornati a Porto Rotondo, lasciatevi coccolare nella Domus Corallia gestita con cura da Annalisa, medico veronese con la passione per la Sardegna. Cinque stanze doppie (due con possibilità di diventare triple) decorate ed allestite con gusto e pezzi del migliore artigianato. Tutto è studiato nei minimi dettagli: travi in legno, maioliche dipinte a mano, biancheria di qualità, tessuti e tappeti sardi e colazione in camera servita in porcellane attraversate dalle forme sinuose dei coralli che danno il nome al posto. Una dimora di grande stile, per gli amanti del bello e della riservatezza, in una posizione centrale, a pochi passi da un ampio parcheggio e dall’accesso alla Marina. Uno di quei posti per chi, come noi, cerca ancora di viaggiare fuori dai grandi circuiti anche in una località rinomata come Porto Rotondo.

La serata a Porto Rotondo comincia al tramonto. L’aperitivo, in una delle migliori location per vedere il sole sparire nell’acqua, fa rima con Assaggia. Sulla scalinata della Piazzetta della Darsena, degradante verso il mare, comandano ricette della tradizione e prodotti, rigorosamente bio, di ogni parte della Sardegna. Un menù completo, dall'antipasto al dolce, in formato “boccone one shot” o consegnato a domicilio sugli yatch ormeggiati: ravioli di formaggio, zuppa gallurese, mallureddus alla campi danese, rujolos di ricotta con miele e seadas con formaggio. Da quest’anno, anche pesce crudo. Il tutto innaffiato da una sessantina tra i migliori vini sardi. Abbiamo assaggiato per voi il Vermentino di Gallura “Superbia” delle cantine San Michele di Berchidda, cullati da una selezione raffinata di musica di sottofondo ed in abbinato ad un aperitivo servito su tavolini estensibili a seconda delle esigenze. In questo caleidoscopio di sapori lasciatevi consigliare dalla direttrice Lucia, sarda alla continua ricerca di piatti tradizionali dimenticati della tradizione, ed abbandonate le papille gustative nelle sapienti mani delle cuciniere locali. Occhio: Assaggia sta per sbarcare anche a Roma (entro l'autunno), ed in Toscana, Emilia Romagna e Sicilia.

Per un’ottima pizza con forno a legna, gustosi primi e fritture di pesce, su una verde collina a pochi km dal centro, c’è L’Osteria. Sotto un pergolato di legno circondato da granito e verde, in un’atmosfera informale e rilassata, verrete accolti da Flavio e Gabriele, due ex compagni di scuola romani. Il primo, in Sardegna da sette anni, ha trascinato entusiasticamente il secondo in questa avventura. Alla cortese e preparata Elisa, coordinatrice sarda del personale di sala, abbiamo chiesto quale fosse la specialità della casa: “Gnocchi con vongole e bottarga o fregola cremosa di mare, con cozze, vongole e pomodori pachino. Non è un caso siano i due piatti più richiesti”. Come resistere alla tentazione?

Tornati in paese, lasciatevi guidare fino a Juniper dagli occhietti in vetro blu illuminato dei pesci in granito che decorano la discesa alla marina. Musica dal vivo, dj set, show flair: ogni notte è diversa in questo splendido cocktail bar aperto fino a notte fonda. Accomodatevi sui divanetti ed, in un’atmosfera lounge ed a lume di candela, scegliete il vostro tra gli oltre 150 cocktail preparati dalle sapienti mani del bar tender Roberto Scotto di Sassari. Ricercati nella presentazione, gustosi ed equilibrati da gustare, vi consigliamo il Julie (a base di limone, ananas, melone e frutti di bosco, per gli amanti del total pink look) ed il Giadistar, poco alcolico, dolce e con le sfumature cromatiche del mare di Porto Rotondo. Per la serie: i colori del mare sardo vi rimarranno negli occhi anche di notte, quando il buio potrebbe (e sottolineamo “potrebbe”) farli sembrare quelli di qualsiasi altra località.


Testi  Maristella Mantuano

Foto  V. Liotine




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