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Pisticci: mare cristallino, paesaggio lunare e un amaro famoso in tutto il mondo

Sulla costa ionica lucana, c’è una località che racchiude tanti buoni motivi per essere visitata: mare cristallino, bianco centro storico, paesaggio lunare dei Calanchi ed un amaro famoso in tutto il mondo. Pisticci vale assolutamente una visita.

Cominciamo dai 7 km della sua splendida marina, puntellati da quattro lidi attrezzati e da ampi tratti di spiaggia libera. Insignito negli ultimi anni sia della Bandiera Blu che della Bandiera Verde dell’Associazione Italiana dei Pediatri, questo tratto di costa ospita lo splendido Porto degli Argonauti in grado di ospitare 450 imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio anche più grandi di 30 metri. Da qui ci si può imbarcare per escursioni e battute di pescaturismo, assistere a gare sportive o a concerti jazz. La storia narra che durante la guerra tra Taranto e Roma nel 291 a.C., Pisticci sia stata l’unica città metapontina a rimanere fedele a Taranto. Da qui deriverebbe il suo nome: Pistoikos, in greco antico significa proprio luogo fedele (Pistis, fed; Oikos, luogo).

Il centro storico, disposto ad “S”, sembra un anfiteatro e passeggiare nei vicoli della città bianca rende facile comprendere il perché sia inclusa tra le “100 Meraviglie d’Italia da salvaguardare”. Dopo lo sprofondamento dei rioni Casalnuovo e Purgatorio per la nevicata del 1688, i cittadini si opposero all’ipotesi che l’abitato venisse spostato più a valle. Sullo stesso terreno della frana, in quello che venne chiamato rione Dirupo, furono così costruite 200 casette in filari, tutte uguali, bianche e con i tetti rossi: le cosiddette “casedde” che ora caratterizzano Pisticci e la rendono unica nel suo genere. Salite fino alla Chiesa Madre, intitolata ai Ss. Apostoli Pietro e Paolo, che domina il rione Dirupo. Da qui, specie al tramonto, si gode di un suggestivo panorama vibrante delle lucine del paese sottostante. Gli archi del rione Terravecchia ed il loro camminamento costituiscono un elemento armonizzante tra i due livelli dei rioni, oltre che uno degli scorci più famosi e fotografati di Pisticci.

Interessanti anche i palazzi nobiliari, come Palazzo De Franco, sempre nel rione Terravecchia, costruito in due fasi, come dimostra la facciata: quella cinquecentesca, più complessa e ricca di decori, e quella settecentesca, con il loggiato a quattro arcate. Altro palazzo degno di nota è il Minnaya-Giannantonio, che ospita il Municipio ed il Museo Civico. E’ il più antico edificio, insieme al Convento, costruito sul pianoro di San Francesco dopo le frane del 1505 e del 1555. Malmesso ma dalla lunga storia, infine, Palazzo Rogges (XVIII secolo), appartenuto a due delle più potenti famiglie di Pisticci: i Cascina prima e i Rogges dopo. Divenne nel XIX secolo punto d’incontro di molti personaggi illustri. Pisticci conta addirittura su due castelli di epoca normanna: quello nella parte più alta del paese, del quale restano solo la torre, i locali dell’ex scuderia ed alcuni vani, e quello di San Basilio, sulla strada verso il mare, circondato da uliveti. Quest’ultimo, in assai migliori condizioni, si dice fosse luogo di soggiorno dei Cavalieri Templari prima di imbarcarsi sulle navi alla volta della Terra Santa. Un’altra leggenda narra invece di un cunicolo segreto che lo collegava, a 17 km di distanza, al monastero della Madonna del Casale a Pisticci.

A pochi km dal centro storico di Pisticci si estende un paesaggio lunare, scanalato dalle piogge e modellato dal vento. Decine di ettari da Serra Montefinese fino al versante meridionale del centro abitato di Pisticci e per qualche km anche scendendo verso il mare. Queste dune di argilla costituiscono uno spettacolo unico nel suo genere, tanto da essere stato scelto da numerose produzioni del mondo del cinema, della moda, della musica: dalla fiction RAI "Imma Tataranni - Sostituto Procuratore", alle clip musicali "La prima volta" dei Negramaro e "Una chiave" di Caparezza, allo shooting dell’azienda di moda K-WAY per la Milano Design Week 2021. Un paesaggio che è il segno stesso delle frane di Pisticci che hanno determinato l’attuale conformazione e la straordinaria bellezza di questa terra. Che si tratti di ”biancane” con solchi longitudinali e spesso ricoperti di vegetazione sulla sommità, oppure di brulli calanchi “a lama di coltello”, ripidi e con solchi paralleli, forte sarà la suggestione di trovarsi su un pianeta disabitato, lontano dalla civiltà contemporanea. Nella zona sud, viene organizzato ad agosto il suggestivo evento teatrale open air Teatro dei Calanchi, dell'associazione culturale pisticcese ACT in Circus di Daniele Onorati. Un doppio spettacolo: teatrale da un lato e paesaggistico dall’altro, immersi nel silenzio e nelle forme dei calanchi drammatizzate da luci emozionali.

Sempre a Pisticci, ha sede lo stabilimento ed il museo di un prodotto locale noto in tutta Italia: l’Amaro Lucano. Dallo scorso anno può vantare anche il riconoscimento di “Marchio Storico di interesse nazionale”, ma ciò che lo rende davvero un’istituzione sono i 128 anni sulle tavole degli italiani. Ideato a Pisticci da Pasquale Vena, nel retrobottega del suo biscottificio, questo liquore è una miscela di erbe dal gusto equilibrato ma deciso, che incontrò presto il gusto di illustri clienti, come la Reale Casa Savoia, della quale la famiglia Vena divenne fornitrice ufficiale. Una campagna pubblicitaria degli anni Ottanta consacra il successo dell’Amaro Lucano. Con il tormentone “Cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano!” diventa uno degli amari più noti, consumati ed amati d’Italia. Il nipote omonimo del fondatore, insieme a moglie e fratelli ha inaugurato di recente il Museo Essenza Lucano a Pisticci Scalo, da visitare con guida o liberamente, per scoprirne la storia ed i segreti. Un percorso immersivo che comincia nel giardino aromatico della corte, dove annusare le 30 erbe della miscela, per passare poi ad uno spazio espositivo ad alto tasso tecnologico ed interattivo (la cosiddetta Fabbrica), e lasciarsi guidare nella storia dai suoi protagonisti e dalle celebri campagne pubblicitarie. Ottimo coadiuvante per la digestione, l’Amaro Lucano viene sempre più richiesto anche come aperitivo o come ingrediente di cocktail. Va servito in bicchierini con un cubetto di ghiaccio in estate o in piccoli calici, con tonica o soda, fetta di arancia e buccia di limone spremuta. Insomma: 128 anni e non sentirli.


Testi  Maristella Mantuano




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