• Il parcheggio degli sci
  • Piste non sovraffollate
  • Vette nuvolose
  • Christine in fat bike sulla neve
  • Fat bike su terreno dissestato
  • Fat Bike sull’anello di For
  • Fat Bike sull’anello di Forni/2
  • Ciaspolata con Paolo
  • Ciaspolata con Paolo/2
  • Gianni dell’Albergo Centrale
  • La fontana più antica del paese e l’Albergo Centrale
  • Albergo Centrale
  • Albergo Centrale/2
  • La Suita
  • La vista mozzafiato dalla terrazza de La Suita
  • Birrificio Foglie d’Erba
  • Hotel Davost
  • Alfio detto Timilin
  • Le proprietà immobiliari verticali
  • Le griglie in legno degli ultimi piani
  • Casa storica
  • Museo Tessile
  • La latteria di Vico
  • Legna
  • Book sharing nel centro storico
  • La chiesetta di San Floriano
  • Il campanile del centro storico
  • Lo chef Giulio De Santa de La Stube
  • La Stube
  • Sergio De Santa de La Stube
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Friuli Venezia Giulia: a Forni di Sopra anche lo sport è un affare di famiglia

A Forni di Sopra anche lo sport è un affare di famiglia.

In questa Perla delle Dolomiti Friulane (900 metri di altezza in provincia di Udine), tutto è a conduzione familiare: alberghi, ristoranti, escursioni sono quasi sempre affidati a figli, fratelli, zii e nipoti. Proprio per questo, la professionalità è garantita ed il servizio, friendly al punto giusto.

Senza i luccichii della vicina Cortina, Forni è una località vocata al turismo dinamico e visitata da turisti italiani e stranieri (sloveni in primis, essendo il comune udinese più occidentale) alla ricerca di sport e natura. Per questo vi suggeriamo di viverla quanto più intensamente possibile, sia che ai vostri piedi ci siano sci che ciaspole, sia che in testa abbiate il caschetto da fat biker che l’asciugamano da centro benessere.

Cominciamo da un’istituzione di Forni: la famiglia Pellarini. Christine e Paolo, attraverso la loro EcoMotion, vi condurranno alla scoperta delle meraviglie naturali intorno al paese. Per i più audaci, la possibilità di noleggio ed escursioni guidate in sella alle nuovissime Fat Bike: grazie alle ruote “fat” (grosse, appunto) riescono ad avere un’ottima tenuta anche sulla neve (oltre che sui terreni sconnessi come tutte le mountain bike che si rispettino). Potrete scegliere se esplorare da soli i tanti percorsi possibili oppure se affidarvi al contagioso sorriso ed alla professionalità di Christine che vi porterà alla scoperta delle bellezze della valle di Sauris e delle terre alte della Carnia. Tra fitti boschi ed antichi stavoli, attraverserete silenziosi sentieri, guaderete il fiume Tagliamento ed i suoi ruscelli e sarete pronti ad affrontare anche terreno, neve e ghiaia. Alla fine del percorso, di “fat” ci saranno davvero solo le bike. Per chi, pur non essendo esattamente un atleta, non vuole rinunciare a visitare questa splendida terra su due ruote, ci sono le E-Bike: con queste MTB a pedalata assistita potrà salire fino in cima alle Dolomiti Friulane senza inquinare e soprattutto divertendosi. Le aspre rocce e la cascata della Val Rovadia, i cervi ed i camosci intorno alla Casera Chiampiuz, la Malga Tragonia e la Forcella Risumiela, il Rifugio Giaf ai piedi delle grandi pareti dei Monfalconi ed il Cridola (Patrimonio dell'Umanità Unesco): con l’energia triplicata dalle e-bikes anche l’alta quota è a portata di pedalata.

Per la parte trekking, invece, affidatevi a Paolo, marito di Christine e guida naturalistica con esperienza decennale. In questo paradiso selvaggio, disabitato per km come pochi, concedetevi d’inverno una ciaspolata al tramonto, quando il calar della luce rende il paesaggio ancora più suggestivo, o d’estate un’uscita di slow trekking tra i colori ed i profumi tipici della bella stagione. Paolo vi racconterà la storia di vecchi ruderi in pietra, le principali tradizioni locali, le caratteristiche di terreno, flora e fauna. I gruppi più silenziosi potranno addirittura avere la fortuna di incontrare animali di montagna solitamente schivi.

Di famiglia in famiglia: è la volta dei Coradazzi. Gianni, esperto maestro di sci dal sorriso contagioso, gestisce con la sorella Vally, il delizioso Albergo Centrale, affacciato sulla pittoresca piazzetta del centro storico proprio accanto alla fontana più vecchia del paese (1896). L’edificio del 1840 è stato recentemente ristrutturato, preservandone muri in pietra locale e soffitti con travi a vista lavorati a mano. L’arredamento in legno degli spazi comuni ed i balconi vista monti delle quindici stanze lo rendono una bomboniera. A disposizione anche degli esterni il centro benessere (un gioiellino con sauna, bagno turco, vasca idromassaggio Jacuzzi, sala relax con tisaneria, cromoterapia e sala massaggi) ed il ristorante dall’atmosfera raccolta ed familiare. Assaggiate le saporite crespelle alle verdure, lo squisito uovo sul letto di verdure accompagnato da polpettine di funghi in un cesto di pane e la bavarese con crema di yoghurt e frutti di bosco (si scioglie in bocca). Il tutto innaffiato da un Sauvignon Norina Pez.

L’abbinamento sport e delizie è perfettamente riuscito anche a valle del Varmost (5,8 km di piste serviti da 3 seggiovie tra i 900 e i 2065 metri della cima del M. Crusicalas). Il Dolomiti Ski Bar di Stefano Lozza (anche fornitissimo noleggio di attrezzature sportive) è l’ideale per una colazione prima di iniziare la giornata sciistica. E’ affidata a lui anche l’organizzazione del Trail delle Orchidee, corsa di 48,2 km e 3.310 mt di dislivello in alta montagna, tra Carnia e Cadore in Alta Val Lumiei, con partenza ed arrivo al vicino Passo Pura, in programma il prossimo 24 luglio.

Una volta in quota, invece, non perdete la meraviglia di un pranzo sulla terrazza vista boschi e cime (o addirittura di un pernottamento) presso La Suita. In questa graziosa struttura in legno raggiungibile in seggiovia, potrete assaggiare uno squisito panino con formaggio fuso, funghi o peperoni. La gestione giovane lo rende un posto dall’atmosfera amichevole e rilassata. Ideale anche solo per un break rigenerante.

Una volta tornati a valle, invece, bagnate le labbra secche per freddo, vento e sole con la schiuma dell’ottima birra artigianale Foglie d’erba. Ce n‘è per tutti i gusti: cioccolato e vaniglia, sei luppoli ed acqua di montagna, passata in botte di whisky, lamponi e ciliegie. Nataly Angelè e suo marito sapranno cosa consigliarvi. Interessanti anche i pacchetti bici+pizza+birra a 25 euro.

Piste semplici ed a bassa quota (800-1.100 metri) nell’altra sponda dedicata allo sci: il Davost. Il Fantasy Snow Park (parco giochi per bambini) ed un campo scuola lo rendono davvero il paradiso dei più piccoli. Sarà per questo che proprio le famiglie e le scolaresche in gita costituiscono il target principale dell’Hotel Davost, gestito dalla famiglia Cambò. Direttamente sulle piste, l’hotel è perfetto per chi vuole lasciare l’auto e spostarsi a piedi. Basta attraversare la strada, per esempio, per accedere al Centro Sportivo. Per chi vuole ritemprare le stanche membra, un centro wellness completo di percorso Kneipp, sauna finlandese e ad infrarossi, bagno turco e doccia per cromoterapia. Per chi, invece, non ne ha ancora abbastanza: palestra per basket, volley, tennis, calcetto indoor, arrampicata sportiva, sala danza e arti marziali, sala pesi, piscina coperta semiolimpionica, scivolo ludico di 45 mt, campo polifunzionale esterno, 2 campi da tennis in erba sintetica, 2 da bocce e 2 da calcio.

In alternativa a tanto sport (o, perché no, anche in aggiunta) una visita al centro storico con Timilin (al secolo Alfio Anziutti, memoria storica locale, scrittore e consigliere del CAI) vi aiuterà a conoscere ed a comprendere architetture e tradizioni che si sono tramandate fino ai giorni nostri. Ad un buon osservatore, per esempio, non sfuggono le grate di legno ai balconi degli ultimi piani: servivano a difendere il mais che veniva lì messo ad essiccare. O le colonne di finestre dello stesso colore: le proprietà venivano suddivise in verticale (oggi in orizzontale) per evitare che a qualcuno capitasse l’ultimo ed a qualcun altro il primo piano. Utensili, documenti, abiti e memorabilia di vario genere sopravvissuti ai tanti incendi che hanno ripetutamente devastato Forni (colpa quasi sempre del fuoco nelle stalle) sono minuziosamente stati raccolti nel Museo Rurale (realizzato all’interno della vecchia Latteria di Vico) e nel Museo della Tessitura (separati da una splendida passeggiata sulla riva del Tagliamento). Un lavoro durato due anni, che ben rappresenta la caparbia durezza del vivere quotidiano di una comunità di montagna. Luoghi dove i muri sono impregnati di identità fornese.

Proprio sopra il Museo della Tessitura, la suggestiva chiesetta di San Floriano, protettore dagli incendi. Monumento nazionale dal 1905 e risalente al XIII secolo, la chiesetta sembra una capanna in muratura. Ciò che la rende preziosa è certamente la splendida pala del pittore Andrea Bellunello (1430-1494), firmata e datata 1480, e dedicata al Santo, vestito come da elegante cavaliere, mentre sorregge un castello in fiamme. Un gioiello dell’arte friulana.

Poco distante, un altro monumento, questa volta dell’enogastromia fornese: La Stube. Gestito dalla famiglia De Santa, un tempo in questo stesso luogo dedita alla lavorazione del legno, questo piccolo albergo deve il suo nome alla stufa di ceramica bianca che troneggia nel ristorante. Ciò che le varrebbe, però, una metafora “reale” è la cucina. Lo chef Giulio, coadiuvato dai fratelli Leo e Sergio e dalla sorella Elisabetta, prepara delizie cadorine e carniche di rara bontà. Vi consigliamo di assaggiare il fagottino brisèe ripieno di capponata di verdure con salsa al basilico, i garsons con ricotta affumicata e burro fuso ed i canederli agli spinaci con formaggio. Una vera prelibatezza, da non perdere anche se a dieta ferrea, i cioccolatini “al contrario”. Contrariamente alle tecniche più diffuse, ne prepara prima il ripieno (cioccolato bianco, al latte e fondente con caramello) e poi l’involucro. Inimitabili.

Ci congediamo da questo viaggio friulano come si usa a Forni: mandi-mandi (dal latino “manu dei” che letteralmente significa: “Dio ti accompagni per mano”). Un augurio migliore non c’è.

Info su Forni e su tutte le meraviglie del Friuli Venezia Giulia: www.turismofvg.it


Testi  Maristella Mantuano

Foto  V. Liotine




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