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Tutto il bello della Costa Smeralda in bassa stagione

Il granito rosa è ovunque: a strapiombo sul mare, a ridosso delle strade, nelle piazzette dei paesi. Tiepido di sera, quando rilascia il calore incamerato durante il giorno, ed abbagliante di giorno, quando le sue pagliuzze di cristallo riflettono la luce.

E’ dal suo colore tenue, sobrio e pressocchè unico che vogliamo cominciare a dipingere il nostro quadro di parole sulla Costa Smeralda, tratto costiero gallurese di una ventina di chilometri nel nord-est della Sardegna. Lontani dal caos di agosto, quando il suono del vento ed il profumo di mirto vengono scacciati da turisti in auto ed in barca, l’abbiamo girata in lungo ed in largo, anche in bici ed in veliero, alla ricerca di angoli poco conosciuti e di persone che, attraverso le loro attività, ve la facciano conoscere in tutta la sua prorompente autenticità.

Un must per chi la visita la prima volta, una piacevole abitudine per chi ci torna spesso: almeno una giornata della vostra permanenza in Costa Smeralda va dedicata ad un’escursione in barca, meglio se su un veliero d’epoca Valentina. Scoprirete paesaggi inesplorati, colori brillanti e vi concederete di vivere un’esperienza totalizzante con il pezzo forte del posto: il mare, appunto.

Affidatevi alla sapienti mani di capitan Enrico e del suo fido gabbiano Jonathan che lo segue tutti i giorni da vent’anni, da quando cioè lo trovò sull’isola di Budelli con un’ala rotta. Verrete accolti con giochi di prestigio a bordo di una baleniera norvegese del 1939. Salperete silenziosamente, vele al vento, tra le isole dell’arcipelago de La Maddalena. Ammirerete il vecchio faro, l’orso di granito narrato da Omero, le più belle ville del jet set internazionale. Una volta gettata l’ancora, con pochi altri passeggeri, a bordo del tender al seguito del veliero, passerete a pelo d’acqua tra gli scogli affioranti dove vengono depositate le uova dei gabbiani reali e dei gabbiani angelo. Merito della notevole presenza dell’alga Posidonia, anche la presenza di cavallucci marini, ricci di mare ed ostriche.

Nella poco distante ed incantevole Spiaggia del Cavaliere, presso lʼisola di Budelli, a poca distanza dalla celebre (quanto vietata) Spiaggia Rosa, ci si ferma per un piacevole bagno in acque cristalline. Ammiratele sguazzandovi o esploratele facendo snorkeling. Poi è la volta della nostra sosta preferita (e non solo nostra, visti i tanti yatch in rada): Cala dell’Amore sull’isola di Spargi. Le coste della Corsica, visibili in lontananza, faranno da cornice ad un pranzo squisito, abbondante e di qualità: formaggio sardo, olive, crostini ed una sana spaghettata di pesce o frutti di mare, seguiti da un caffè nella piazzetta di Porto Rafael, che per dimensioni ed intimità ricorda un salotto. Salite sulla stradina di fronte al molo: in cima, tra buganvillee e boutique esclusive, una splendida chiesetta in architettura sarda. A fine giornata rientro alla base con i capelli scompigliati dal vento ed induriti dalla salsedine. Ma soprattutto con il ricordo, negli occhi e nel cuore, di luoghi incontaminati per questo ancora più difficili da dimenticare.

Un altro modo per andare alla scoperta di angoli inesplorati di questa bellissima terra, è certamente la bicicletta. L’importante è scegliere l’accompagnamento e la compagnia giusti. Con Nicola Zodio di Sardinia Cycling, alle prime luci del mattino, in sella alle loro mountain bike, siamo andati alla scoperta dei monti galluresi, spingendoci fino in cima al Monte Moro (422 mt)da dove si gode uno dei più bei panorami del Mediterraneo: il golfo di Arzachena, l’Arcipelago della Maddalena, Tavolara, Capo Figari e la Corsica. Se, invece, siete più tipi da bici da strada non perdete l’escursione nelle campagne e sulle colline della Gallura. Pedalando si attraversa il centro di Cannigione per poi dirigersi fino alla Roccia dell’Orso, spettacolare scultura naturale col capo rivolto verso il mare e verso Palau, a 122 m slm. Un modo sano e a contatto con la natura per scoprire il volto meno noto della Gallura.

Al di fuori dei contesti alberghieri dei grandi numeri, abbiamo provato per voi una struttura ricercatamente familiare e perfettamente integrata nel paesaggio sardo: bed and breakfast Smeralda. La vulcanica arredatrice romana Luciana ha trasformato la sua casa in un crocevia di viaggiatori innamorati dell’autenticità sofisticata di questa parte di mondo. In località Lu Cumitoni, affacciata su Poltu Quatu, ad 1 Km da Baja Sardinia e 3 da Porto Cervo, questa casa sprigiona energia e carisma. Sulla terrazza dove gli ospiti delle tre stanze (tutte finemente arredate in stile sardo e dotate di ogni confort) si ritrovano al mattino per gustare le famose colazioni a base di prodotti bio o home made, serviti in porcellane dal tema marino e corallino, un arguto sistema di specchi permette a tutti (anche a chi siede di spalle) di godere del panorama mozzafiato sul golfo. Averne abbastanza è difficile: per questo ci si ritrova insieme sui divani in muratura, nella zona barbecue o a bordo della piccola piscina con idromassaggio sulla quale si affacciano enormi rocce in granito che il vento ha modellato facendole sembrare vecchine sarde con il fazzoletto in testa. Verde rigoglioso, mobili in legno decapato (alcuni realizzati da Luciana stessa), pezzi di ferro battuto e tanta vegetazione rendono questo luogo intimamente unico nel suo genere.

Affacciato sulle mille lucine dello yatching club della sottostante Poltu Quatu, all’interno dell’omonimo resort, l’esclusivo ristorante Bahia dove lo chef partenopeo Vincenzo Annunziata unisce i sapori sardi a quelli napoletani in menù dalla profonda natura mediterranea, con contaminazioni fusion e contemporanee. Per arrivare sulla terrazza e cenare a lume di candela dinanzi alla darsena, supererete trionfi di bouganville e piscine con cascate d’acqua su muri di granito e sarete accolti con discrezione e professionalità. Non stupitevi degli elicotteri in volo: è il prezzo dell’andirivieni di ospiti d’eccezione in questo paradiso del lusso. Non perdete l’indimenticabile mozzarella di bufala con prosciutto spagnolo Patanegra ed il profumatissimo riso mantecato alla marinara. Per dolce, una delle più buone creme catalane della vostra vita con gelato di vaniglia e zucchero di canna oppure variazione di tiramisù con colata di cioccolato amaro fondente. Una delizia.

Per gli amanti dell’autenticità, oltre che della bellezza poco turistica, da non perdere il borgo Liscia di Vacca. Qui numerosi sardi vivono tutto l’anno. Lo dimostrano la chiesetta, i vialetti contorti delle ville, gli empori detersivi ed i piccoli alimentari. In una deliziosa piazzetta, a poca distanza da splendide spiagge poco frequentate, sorge un hotel gestito da dieci anni dalla famiglia Perrota, originaria del posto: Dolce Vita. In questo piccolo quattro stelle con 22 stanze, arredate in ricercato stile sardo ed equipaggiate di ogni confort (alcune anche di jacuzzi privata sul terrazzo), verrete accolti in un’atmosfera rilassata ed informale. Gli ambienti comuni, confortevoli e di grande stile, sono stati arredati riutilizzando pezzi di barche decapati, legni di albero trasportati dal mare, latta intarsiata per le plafoniere, tessuti storici per i grandi cuscini e i lumi. Potrete gustare il vostro light lunch a bordo piscina o sorseggiare l’aperitivo di benvenuto nelle jacuzzi sull’attico vista mare. “Per noi l’importante –dice Marco, il direttore- è far sentire ogni ospite importante e coccolato. Qui non sarà mai solo un numero come spesso accade nei grandi alberghi”.

Spostiamoci adesso a Baja Sardinia. Il ristorante Casablanca del Club Hotel, il più antico quattro stelle del posto gestito con cura, insieme ad altri 4 hotel, dalla famiglia riminese Bongiovanni, elegante ed affacciato su Cala Battistoni, è certamente uno dei migliori della Costa Smeralda. Ogni piatto è un gioco di equilibri e combinazioni di sapori e texture da far girar la testa. Il servizio è impeccabile ma mai distaccato. Noi abbiamo provato un menù vegetariano creativo e di grandissima qualità: assortimento di panini e focacce, crema di fagioli con schiuma di formaggio caprino (dall’aspetto di un cappuccino), funghi porcini con spolverata di tartufo, fregola fresca mantecata con porri e zucchine, tempura di verdura impalpabile. Gran finale con gustosi sorbetti di frutta e pasticceria mignon home made. Il tutto accompagnato dal Vermentino delle Cantine Surrau, le più antiche e longeve, la cui uva è raccolta a mano e lavorata sulla via per Arzachena. Le portate si susseguiranno egregiamente illustrate dal restaurant manager Sebastiano: godetevele sulle note dello storico pianista in sottofondo. Un’esperienza di altri tempi.

Poco fuori dal paese, in località Tre Monti, dove il prato e la pineta finiscono dolcemente nel mare, tra ginepri, pini marittimi e scogli di granito rosa, il ristorante Punta Baja offre una location estremamente suggestiva che si snoda su più livelli di terrazze illuminate dalle candele. Dal tipico forno a legna vengono sfornate certamente le migliori pizze napoletane di Baja Sardinia, con cornicione soffice e croccante secondo i canoni della più rigorosa tradizione partenopea. Se quello che cercate è, invece, pesce fresco o gustosa carne alla griglia, siete comunque nel posto giusto grazie all’area grill appositamente dedicata. Se preferite un menù più completo, assaggiate i gamberoni su crosta di pane carasau e tetto di verdure oppure il polpo in salsa parmienter, da far seguire, per concludere in bellezza, da un refrigerante semifreddo di noci e yoghurt.

Concludiamo il nostro viaggio nella location più modaiola della Costa Smeralda: il Phi Beach all’ombra della fortezza militare napoleonica Forte Cappellini. Lasciatevi guidare dai fari puntati in cielo fin dal tramonto, uno di quelli che non dimenticherete facilmente. Anche qui il lusso si spreca: eliporto, servizio tender per gli yatch, terrazze ad uso esclusivo tra muri naturali di granito illuminati ad arte. Musica fino all’una di notte, tra spiaggia sabbiosa e fresco prato verde, alcove intime e zone lounge, per aspettare che il sole ceda il posto alla luna dietro le montagne dell’isola di Caprera. Il ristorante su palafitta, con l’acqua che gorgoglia tutt’intorno, è figlio del ristorante della Brianza per antonomasia: il Pomiroeu di Giancarlo Morelli. Qui la gastronomia è una scienza esatta: “I prodotti naturali vengono esaltati in modo naturale, conditi con sale maldon non sbiancato e cotti in forno a carbone vegetale per preservarne tutti gli umori di cottura” ci spiega il signor Nicola, eccezionale direttore di sala. Non lasciatevi sfuggire il piatto vincitore, tre anni fa, del campionato mondiale: risotto mantecato con ricotta di bufala leggermente affumicata e colatura di alici, battuto di gamberi rossi e tartufo nero.

In Sardegna c'è molto più di quanto si sappia e di quanto si veda.


Testi  Maristella Mantuano

Foto  V. Liotine




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